Per chi si occupa di design, la conoscenza di una terminologia specifica e la padronanza del vocabolario del settore sono caratteristiche di cui non si può fare a meno. Il settore del graphic design è molto più articolato e complesso di quel che si potrebbe immaginare, e riuscire a districarsi tra i vari significati e le relative sfumature è quasi un obbligo.

L’ABC del design

Usare i termini più appropriati nel mondo del design non è un vezzo per addetti ai lavori, ma una necessità da cui non si può derogare. Dare il nome alle cose – il nome giusto, ovviamente – è indispensabile non solo a livello teorico ma anche a livello pratico.

termini grafici

In assenza di una conoscenza adeguata, il rischio di fare confusione è molto alto, con conseguenze facili da immaginare. Dal marketing all’informatica, dalla pubblicità alla grafica, il vocabolario del design sfiora una grande varietà di ambiti e si compone di molti termini italiani e altrettanti inglesismi.

Un piccolo glossario da tenere sempre a portata di mano è l’ABC del design, il punto di partenza per sapere come orientarsi nel settore e interagire con esperti, specialisti o semplici appassionati. Una comunicazione che si basa su termini non corretti o non adeguati è destinata a rivelarsi un fallimento sin dal principio: non potrà portare a nulla di buono, e oltre a risultare inutile si dimostrerà addirittura controproducente e dannosa.

Glossario termini grafici: ecco i più importanti

Uno dei primi termini grafici con cui occorre prendere dimestichezza è gerarchia: con questo concetto si fa riferimento al fatto che le varie componenti testuali di un progetto grafico generano un impatto visivo diverso in base al loro livello di importanza. Un esempio pratico può aiutare a chiarire le idee: il titolo ha un impatto differente rispetto al sottotitolo, e ciò è correlato alla gerarchia che ordina i due elementi.

Altro termine significativo è body copy: esso indica il corpo di testo principale in un cartellone pubblicitario, all’interno di un catalogo, nel contesto di una pagina web o in qualsiasi altro tipo di progetto di graphic design.

Ma non è tutto: il leading corrisponde allo spazio che separa le varie linee di testo, mentre il kerning è lo spazio tra due caratteri di una stessa parola. Ad un occhio non esperto il kerning potrebbe sembrare un elemento di scarsa rilevanza, ma in realtà il suo aggiustamento è molto importante per conseguire un bilanciamento visivo migliore a livello di parole.

Il nostro viaggio all’interno del glossario dei termini grafici non può fare a meno di prendere in considerazione i colori: e così, se il pantone consiste nel sistema standard di tonalità cromatiche per la stampa, la palette non è altro che la selezione dei colori che vengono impiegati da un graphic designer.

Proprio la palette, a sua volta, può essere complementare, analoga o monocromatica: nel primo caso viene realizzata facendo riferimento a due colori che sulla ruota cromatica si trovano agli opposti. Nel secondo caso si basa su tre tonalità contigue sulla ruota cromatica, e nell’ultimo caso è ottenuta semplicemente con sfumature diverse del medesimo colore.

Il livello di intensità e di vividezza di un colore è indicato dalla saturazione, mentre la qualità delle immagini deriva dalla risoluzione, che specifica la quantità di informazioni che sono presenti in un pixel: una risoluzione elevata non riguarda immagini più grandi, ma immagini che sono migliori a livello qualitativo perché più dettagliate.

Tra gli inglesismi c’è da segnalare il mockup, che corrisponde alla riproduzione di un modello o di un oggetto in scala maggiorata o in scala ridotta, insieme con il layout, che ha a che fare con l’impaginazione e, quindi, con la disposizione dei vari elementi grafici che fanno parte di una pagina di un sito web.

Ma il glossario del grafico non si limita a questi termini, anzi! Ne troverai sempre di nuovi in questa raccolta, frequentemente aggiornata. Non rimanere indietro!

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