Neuromarketing: tra marketing e psicologia

Il neuromarketing è una disciplina frutto della sintesi tra neuroscienze e marketing: si tratta di un campo di studi che prevede che i metodi tipici delle neuroscienze siano applicati allo studio delle risposte che la mente umana innesca in presenza di stimoli relativi al marketing.

Che cos'è il neuromarketing

Lo scopo che ci si propone di conseguire è quello di comprendere nel modo più efficace possibile in che modo i processi decisionali di ognuno di noi sono formati da forze dinamiche di cui siamo consapevoli e, più spesso, di cui non siamo consapevoli.

Che cosa si intende per neuromarketing

Attraverso il neuromarketing vengono presi in esame e analizzati i meccanismi cerebrali che regolano i comportamenti che i consumatori assumono in occasione dei processi di acquisto: tali analisi sono di carattere psicologico e medico.

Il principio di partenza è rappresentato dalla constatazione che non tutte le nostre azioni in fatto di acquisti e non tutte le nostre scelte di consumo sono guidate dalla logica e dalla razionalità: in un certo numero di casi possono essere il frutto di emotività e irrazionalità.

Ebbene, con le indagini neurologiche alla base del neuromarketing si può comprendere quali sono le parti del cervello che entrano in azione nel momento in cui decidiamo di portare a termine un acquisto: si scopre, così, che a essere coinvolto è il sistema limbico, vale a dire quella parte in cui nascono e si sviluppano le emozioni.

Neuromarketing: alcuni esempi

Un esempio degli studi di neuromarketing riguarda l’esperimento effettuato da Read Montague attraverso il Pepsi Challenge test: ad alcuni consumatori venivano offerte due tazze uguali, con della Coca-Cola in una e della Pepsi nell’altra.

Senza sapere con quale marchio avessero a che fare, i soggetti dello studio tendevano a preferire la Pepsi; quando, però, veniva fatta vedere la confezione del prodotto, la scelta si spostava sulla Coca-Cola.

Un altro esempio di neuromarketing riguarda la scelta del packaging dei prodotti: uno stesso bene può incentivare reazioni diverse a seconda della confezione in cui viene proposto. Gli studi si basano anche sull’utilizzo di risonanze magnetiche funzionali.

Quali sono le migliori strategie di neuromarketing?

Una delle strategie di neuromarketing più efficaci è quella che prevede di utilizzare dei caratteri semplici per incentivare all’azione: un consumatore, infatti, viene stimolato e convinto soprattutto se ha a che fare con un font che sia facile da leggere. Come si può facilmente intuire, più un’azione appare complicata e meno le persone saranno interessate a svolgerla: e ciò vale anche per un acquisto.

Un altro procedimento utile è quello di offrire fiducia ai consumatori: e ciò che succede nel momento in cui un marchio offre ai potenziali clienti una o più prove gratuite di uno dei propri prodotti.

Neuromarketing esempi

Con questa strategia è più facile ottenere referenze, poiché le persone sono portate a fidarsi di chi si fida di loro. Il neuromarketing, dunque, può essere integrato in una strategia di outbound marketing o di inbound marketing: il cervello reagisce in modo non conscio alle tattiche di marketing che vengono messe in atto dagli addetti del settore.

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